“FILO SPINATO: MEMORIA DELLA GRANDE GUERRA (E NON SOLO…)”

Nel pomeriggio di giovedì 5 maggio sarà inaugurata presso la “Polveriera” la Mostra “Filo spinato memorie della Grande Guerra e non solo” promossa dall’Istituto Gramsci Marche.

Come noto il filo spinato è stato uno dei principali protagonisti della Grande Guerra. La sua efficacia, massima per un prezzo minimo, ne ha fatto uno straordinario strumento di inclusione ed esclusione, il filo spinato figura tra le invenzioni che segnarono la storia del Novecento. Il suo impiego tradisce uno dei segreti “meglio custoditi dell’economia biopolitica: ciò che si applica alle mandrie si applica all’uomo”. Durante la prima guerra mondiale l’utilizzo del filo spinato è stato per così dire “puro” e non accessorio, rivelando la sua “portata attivamente politica”, che contribuì all’assurdo bagno di sangue della Grande Guerra.

 

La mostra si articola in tre capitoli

Capitolo 1:.

– Scenari di guerra: basata sulla dimesione spaziale del Filo Spinato, usato per selezionare parti di territorio, la terra di nessuno, i cavalli di frisia, i reticolati avanti e dietro la trincea. Vallate alpine, cime e pianure di tutta Europa furono inondate di chilometri e chilometri di Filo Spinato. Una mappa semplificata illustrerà l’estensione dei fronti che si aprirono durante la Prima Guerra Mondiale, tracciando le linee delle trincee.

Psicologia della trincea: dovrebbe premiare l’aspetto interno della trincea, della fatica di allestirla e viverla, quindi anche il trasporto delle bobine di filo spinato. Come se in questa parte si parlasse dell’utilità difensiva dello strumento filo spinato, per poi analizzare il suo effetto offensivo nella parte successiva.

Fisicità del filo spinato: si evidenzia la terribile portata distruttiva di questo strumento, micidiale nel rallentare le truppe all’assalto nella terra di nessuno, esponendole al fuoco nemico.

Capitolo 2,

Il Filo Spinato Oggi. Una cartina delle frontiere europee, che tracci i “muri” (Cipro, Spagna, Ungheria, Macedonia…) e la drammatica attualità dell’uso del filo spinato. La mappa delle frontiere europee dovrà rimandare alla mappa del primo capitolo, che evidenziava invece i fronti della Grande Guerra.

Capitolo 3,

Memoria del Filo Spinato. Ultima parentesi sull’influenza del filo spinato nella memoria della Grande Guerra, sul condizionamento estetico legato a questo strumento, presente ovunque, nei film, nelle locandine, nei manifesti, nella stampa, persino nell’arte dello scorso secolo. Qualche foto di scene di film, stampe, locandine, prime pagine delle riviste, cartoline e monumenti, che ritraggono in un certo qual modo il filo spinato come oggetto della Memoria.

Orario d’apertura:dal 5 al 22 maggio nei giorni di giovedì venerdì sabato e domenica dalle ore 17 allo ore 20.

Le scolaresche e i gruppi amatoriali che desiderino visitare la mostra al mattino possono contattare l’Istituto Gramsci Marche tel. 071 50061, gramsci.marche@gmail.com

Alla realizzazione della Mostra hanno collaborato

Federico Dari, Valeria Zega, Associazione Culturale “Il circolo di Piazza Alta” di Sarnano ( letture)

Mario Carassai (progetto grafico)

Matteo Gentilucci (allestimento)

Tommaso Leone (ricercatore)

Lorenzo Montesi (curatore)

Valentina Pallotti (logo e designe)

Davide Ruggeri (video)

L’Istituto Gramsci Marche ringrazia per la collaborazione Il Comune di Ancona, L’Archivio di Stato di Ancona e lo Spi-Cgil Marche