DIVIETO DI BALNEAZIONE. LE RAGIONI E LE PROCEDURE PREVISTE

IL COMUNE HA L’OBBLIGO DI EMANARE IL PROVVEDIMENTO E INFORMARE OPERATORI E CITTADINANZA

 

A seguito delle intense precipitazioni di ieri, protratte fino alla prima mattinata di oggi, resta in vigore il divieto temporaneo di balneazione lungo la costa nel tratto del Comune di Ancona, scattato subito ieri pomeriggio.

Tale provvedimento viene adottato- si ricorda- a titolo precauzionale, quando la portata e gli effetti delle piogge possono avere “un impatto negativo sulla qualità delle acque di balneazione o sulla salute dei bagnanti” -come indica l’art. 5 del d.lgs 116/2008- di fatto attribuendo al Comune una serie di competenze e obblighi informativi tra i quali l’avviso alla cittadinanza.   Questo tipo di inquinamento definito dallo steso d.lgs “di breve durata” e “facilmente identificabile” si stima “non influisca sulla qualità delle acque di balneazione per più di 72 ore dalla prima incidenza” (certamente il quadro si complica se gli eventi meteo si ripetono a breve distanza).

Lo stato di inquinamento temporaneo si verifica – si ricorda-   perché “l’intensità e il breve lasso di tempo” che caratterizzano certe precipitazioni piovose (specialmente d’estate)   “provocano la fuoriuscita di acque reflue mista ad acque meteoriche attraverso l’apertura degli sfioratori di piena (detti anche “scolmatori”).   Gli sfioratori si attivano per evitare un eccesso di pressione sulle condotte fognarie ”.   Non è possibile, in sostanza, convogliare ai depuratori tutta quanta la massa d’acqua piovana che si concentra, spesso in brevissimo tempo, sul terreno (le cosiddette “bombe d’acqua”): per questa ragione la parte eccedente defluisce mediante gli scolmatori che sfociano a mare.

 

In adeguamento ad una recente Dgr regionale (18 aprile 2016) che identifica gli adempimenti in carico ai Comuni, l’Amministrazione dorica ha emesso l’11 maggio scorso una ordinanza con la quale definisce nei dettagli procedure e compiti dei soggetti coinvolti a vario titolo in questo ambito, a partire dal primo step che consiste nella comunicazione immediata da parte del gestore del servizio idrico integrato, la società Multiservizi spa, dello stato del presunto inquinamento di breve durata, per passare attraverso ARPAM, U.O Igiene e Sanità, Polizia Municipale, alcuni uffici comunali fino al CO.BA operatori balneari di Palombina Torrette che sono l’ultimo anello operativo della filiera e sono tenuti ad avvisare i bagnanti con cartelli, altoparlanti e quant’altro.  

Ogni qualvolta, come ieri e venerdì scorso, 5 agosto, si verificano eventi meteo di tale portata e intensità, si mette un atto la procedura sopra indicata, che include ovviamente anche la successiva, tempestiva comunicazione di ripristino della balneazione.    Quest’ultima viene nuovamente autorizzata quando -da accertamenti ARPAM condotti nelle ore seguenti seondo cadenze fissate per legge- i parametri tornano alla normalità. La prassi adottata con questa ordinanza consente di accelerare al massimo i tempi per quanto riguarda la comunicazione sia della chiusura sia della riapertura della balneazione, con lo scopo di attenuare il più possibile i disagi.

Le comunicazioni dell’ARPAM nell’uno e nell’altro caso vengono effettuate in qualsiasi giorno e orario, anche nei festivi, perciò non appena verificato il ripristino dei parametri che consentono il via libera alla rimozione del divieto, ne verrà data immediata comunicazione.